Ho eliminato l'inutile, il vecchio, lo stantìo, il polveroso passato, presente e futuro nascosto negli angoli di casa mia, mimetizzato tra motivazioni di affetti, ricordi e presunta utilità.
Via le scatole, contenitori di nulla, carte, cartacce, agende, ricevute e fogli, biglietti di cinema, teatri, musei, concerti, conservati per motivi validi che ora ritengo assurdi, per improbabile utilità futura o come ricordo per un domani, una follia.
Via ogni oggetto che riconduca a cose e persone che non mi appartengono più, fuori della mia vita: se ricapiteranno saranno differenti, avranno diversa forma, sarà una persona nuova. Peluche, foto cartacee, video, regali, biglietti, braccialetti, collane, collanine, orologi non funzionanti, cuori, sciarpe, cappelli. Regali.
Via macchinine, passatempo, figurine e figurone, ogni gioco e giocattolo, non ne ho bisogno, non ne ho più il tempo, ho altri giochi a cui dedicarmi, e sono senza fine.
Via tutti i CD impolverati, tecnologia già antiquata. Via tutti i lettori del secolo scorso.
Via tutto il materiale scolastico e universitario, compresi tutti i testi italiani: esprimono concetti così vecchi che se ne avessi avuto la consapevolezza li avrei buttati appena comprati, non mi saranno utili, troverò certamente di meglio.
Via tutto ciò che rievoca il passato in modo stantìo, via foto, medaglie, riconoscimenti inutilizzabili, certificazioni senza scopo, vecchi oggetti di vecchie passioni, collezioni, plastica, ferro e metalli di ogni genere.
Via jeans troppo stretti, se dimagrirò ne comprerò di nuovi. Via magliette, maglioni, scarpe, intimo, via tutto l'abbigliamento che stòna, via tutto ciò che non mi rispecchia.
Ordine, spazio, l'essenziale a portata di mano. Quando me ne andrò il bagaglio sarà leggero.