Tutto su mia madre (Almodovar)
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A cuore aperto. Pedro Almodóvar và dritto al dunque, non si sofferma sul contorno ma denùda le emozioni, le mostra senza filtro alcuno. Ed è così che il dramma di una madre per la morte del figlio si svèla in tutta la sua essenza nella richiesta d'autorizzazione per la donazione degli organi, nell'impulso a voler sapere in quale corpo il suo cuore continuerà a battere, nella luce in fondo al tunnel sul treno per Barcellona, alla ricerca del padre.«Ho sempre confidato nella bontà degli sconosciuti» (Un tram che si chiama Desiderio)
"Tutto su mia madre" è senz'altro un film molto triste, caratterizzato da drammi a catena che investono lo spettatore così come sono, crudi. Ma è anche un film sulla famiglia, si vedono morire, nascere e morire ancora nuovi nuclei familiari, a partire da Manuela ed Esteban, il nucleo familiare distrutto dalla morte del figlio, per arrivare alla scena con il trittico Manuela, Lola (il padre del primo e del secondo Esteban, diventato donna e malato) ed il secondo Esteban: «Io volevo, anche se è un po' forzato, che lo spettatore vedesse questo trio come una cosa naturale», afferma Almodóvar in Tutto su di me (Lindau), «Non che lo vedesse in modo tollerante, ma che gli sembrasse naturale. Lola, Manuela e il secondo Esteban formano una nuova famiglia, una famiglia che dà valore soltanto all'essenziale e per la quale le circostanze non hanno importanza». Situazioni di questo genere vengono frequentemente nel film: la coppia Huma e Nina, le attrici principali dello spettacolo teatrale "Un tram chiamato desiderio" che ha cambiato la vita a Manuela, viene descritta in modo naturale, allo stesso modo del nucleo familiare Manuela e Suor Rosa (in cinta del secondo Esteban) benché la madre di Suor Rosa non concepisca il fatto che la figlia vada a stare con una, crede lei, puttana. «Se c'è una cosa che caratterizza i tempi in cui viviamo, è proprio la distruzione della famiglia», dice Almodóvar, «Adesso è possibile creare un nucleo familiare con altri membri, altri rapporti, altre relazioni biologiche. E le famiglie devono essere rispettate in ogni caso, perché l'essenziale è che i membri della famiglia si amino».
Un film sulla famiglia dunque, ma anche un film sull'arte. Tutti i personaggi presenti nel film sono artisti: Manuela ha fatto del teatro da giovane interpretando Stella in "Un tram chiamato desiderio" per poi diventare una specie di attrice per l'ospedale, Esteban è uno scrittore in erba, Huma e Nina due attrici profondamente diverse artisticamente, la madre di suor Rosa riproduce i quadri di Chagall per venderli come imitazioni. Persino Agrado, la prostituta trans, è, a suo modo, un artista. «Non mi ero resto conto di questa miscela di artisti nel film, l'ho fatto incosciamente», afferma Almodóvar, «Ci sono cose in questo film di cui non sono consapevole. Ho scritto e girato con la coscienza del linguaggio che utilizzavo, ma non con la coscienza del significato del linguaggio. Ho lavorato molto d'intuito».
Il risultato è un film che apre il ventre, colpisce le corde più fragili della tolleranza, strazia e fa riflettere. E' uno di quei film che ti penetra il cuore e lì vi rimane conficcato.




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