Andrea Camilleri - La pensione Eva
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«Questo scritto intende essere semplicemente una vacanza narrativa che mi sono voluto pigliare nell'imminenza degli ottanta anni. Non è né un racconto storico né un racconto poliziesco, è un racconto fortunatamente inqualificabile. Oltretutto, alla lettura credo che presenti difficoltà minori di altri miei romanzi. E persino il titolo è diverso dai miei soliti.»In questo modo Andrea Camilleri, in una nota, descrive La pensione Eva, suo racconto atipico, senza il Commissario Montalbano, tinteggiato di rosso e di nero, più che di giallo.
Comincio da questo libro la mia avventura nelle opere di Camilleri, libro che ho letto tutto d'un fiato su un treno diretto proprio in Sicilia. Non ero a conoscenza che Camilleri utilizzasse così tante forme dialettali nei suoi libri: la lettura deve risultare alquanto ostica per i non-meridionali. Di contro, un linguaggio siffatto non può che valorizzare il racconto, profumarne l'intreccio di tutti quegli odori e sapori che solo in Sicilia si possono gustare.
Il racconto è ambientato a Vigàta, da «tanticchia prima» che Nenè, il protagonista, compisse dodici anni, al giorno del suo diciottesimo compleanno, cioè durante gli anni della seconda guerra mondiale, «la guerra», che Nenè e tutti gli altri personaggi della storia vivono come una scocciatura più che come un problema reale: della guerra ne subiscono soltanto le conseguenze, senza avere idea alcuna delle cause né della situazione politica. D'altronde la vita è ben altra cosa, e all'età di Nenè l'esplorazione dell'altro sesso è comunque sia l'attività predominante.
«Ficcare gli parse veramente una parolazza, una cosa laida e soprattutto vastasissima».
Tutto ruota intorno e all'interno della pensione Eva, un casino, «uno budellu», un posto in cui «i masculi si possono affittare fìmmine nude». Ed è qui che Nenè, Ciccio e Jacolino vivono le loro esperienze più intense, ed è questo il luogo in cui avvengono prodigi e miracoli, dove la guerra sembra meno crudele.
«Ambra teneva l'occhi sbarracati e tremava, aspettando una seconda apparizione miracolosa. E infatti il fascio di luce della fotoelettrica, di colpo, scoprì nuovamente l'angelo nudo e passò oltre. Dopo tanticchia, Ambra sentì un gran fruscio e l'angelo arrivò supra il terrazzo, fece una specie di cazzicatummolo, si susì addritta, liberandosi di prescia delle grandi ali che arrotolò. Ma si fermò a mezzo: aveva intravisto un'ùmmira agginucchiata. L'ùmmira, camminando supra le ginocchia, gli venne vicina. Era una fìmmina che gli spiò:
«Sei un angelo, vero?»
«Yes» disse Angelo, ancora troppo scioccato per meravigliarsi che quella fìmmina conosceva il suo nome.
Allora la fìmmina gli vasò la mano. Toccandole allo scuro la faccia, Angelo si rese conto che era bagnata, assuppata di lagrime.
La fece alzare e, a gesti, le spiò indove poteva ammucciare il paracadute.»
Scorre così questo libro, in un misto tra ironia e sensualità, tra passioni e morte, tra la gioia di vivere e l'orrore più nero. Un piccolo gioiello dalle molteplici sfaccettature, e colori.




1 commento:
Andrea Camilleri e' stato tradotto per la prima volta in lingua bulgara dalla Dott.ssa Daniela Ilieva, traduttore bulgaro-italiano.
Il romanzo La Pensione Eva e' stato pubblicato e presentato dalla Casa Sicilia in Bulgaria in occasione dell’inaugurazione della sua nuova sede a Sofia in via Anghel Kancev, 3, il 12 novembre del 2009.
Vedi: http://camilleriinbulgaro.com/
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