Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan
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E' un film particolare. Si presenta come un documentario a tutti gli effetti ma è in parte un prodotto di fiction, e soprattutto è pensato per deridere, per fare satira. Si tratta cioé di un Mockumentary, termine nato dalla fusione delle parole inglesi mock (deridere) e documentary (documentario).La trama non è complessa. Borat Sagdiyev (alter-ego di Ali G, alias Sacha Baron Cohen, comico inglese), celebre giornalista del Kazakhstan, decide di girare un documentario sull'America al fine di migliorare lo stile di vita (secondo lui già florido) della nazione in cui vive. Il film segue Borat attraverso gli Stati Uniti - egli commette volutamente degli errori sulle differenze culturali esistenti con gli americani. Il protagonista si innamora di Pamela Anderson dopo aver visto Baywatch nella sua stanza d'albergo e promette a sé stesso che lei diventerà sua moglie.
Come spesso accade quando si tratta di satira, c'è una certa tendenza a confonderla con la comicità pura, quella che al più prende in giro alcuni aspetti della nostra vita di tutti i giorni. La satira invece presuppone un atteggiamento recettivo sulle problematiche che sono proposte ed una certa conoscenza delle stesse. Inoltre può far ridere, ma di certo non quanto una comicità che mira esclusivamente a suscitare risate.
Borat non mira a far ridere. Borat mira a ridicolizzare ogni forma di razzismo presente negli U.S.A. non risparmiando proprio nessuno: gay, donne, ebrei, cristiani, zingari, neri, poveri, ricchi, ... E nel farlo è volgare, irriverente, oltre i confini del pudore.
Quello che colpisce è come il documentario sia autentico, o quasi. La maggior parte delle scene sono, si potrebbe dire, vere e proprie candid camera, nel senso che le persone coinvolte sono veramente convinte che si tratti di un documentario girato da un giornalista kazako, oppure addirittura non sanno di essere riprese. Lasciando da parte tutti i guai legali che questo comporta, il film riesce a cogliere gli aspetti più profondi, radicati nell'animo delle persone, della società americana.
Consigliato solo a persone interessate e comunque non impressionabili.. ;)
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11 commenti:
ma non ho capito..ti è piaciuto o no?
In effetti sono rimasto sul vago. Non mi è piaciuto (né dispiaciuto). Diciamo una sufficienza piena ^^
Circa la non consapevolezza delle "vittime" di essere riprese ho tuttavia diversi dubbi.
Quello di cui sono certo é che il girato complessivo sia maggiore di quello che é approdato nelle sale cinematografiche, probabilmente tagliato per questioni legali o di "adattamento".
Grazie del passaggio dalle mie parti :)
La forza di quel film è che le vittime sono proprio quelle che credono veramente alla pippa che borat sia un giornalista! M I T I C O!
Ciauz
a me no è dispiaciuto, ma sono anche convinto che non siano sketch spontanei quelli in studio...
Quasi tutto il film sono pezzi spontanei come l'uomo che scappa per strada a NY o lui nella metro di NY con le galline...quelli sono tutti veri...
E' vero il pezzo al rodeo americano dove sinceramente io mi sono piegata in due dal ridere...
E' riuscito veramente a colpire il centro di quanto piu' atroce ci sia qui...la Middle America, quella ignorante che vota Bush...sigh...
Lui un pazzo furioso comunque...
E per una nota di informazione...lui e' arrivato negli States grazie alla divina Madonna che lo aveva inserito come guidatore della limousine del video Music...do you remember him?! AliG e' sempre lui...
Baci!!!
Maria
La tua analisi è perfetta, complimenti!!e grazie del commento sul mio blog!! In effetti Borat è in un certo senso disinibito, non c'è moralità o pudore che reggano ma solo la satira più vera e cruda, esattamente quella che manca qui in Italia.... Ma comunque certe scene sono veramente epocali (i zingari e la Hammer ;))!!!!
Grazie franciov per aver fatto il primo (e mi sa unico, se non miglioro un po'!) commento al mio neonato blog. Sei un ragazzo in gamba e lo dimostri con la tua recensione, che ho letto e confrontato con le altre indicate da te. Secondo me il fallimento di Borat sta proprio nel risultare un film pesantemente comico laddove voleva essere pesantemente satirico. Quanto a Mr Bean hai ragione, diciamo che avevo sonno e poca voglia di pensare.
Non l'ho visto per cui non esprimo un giudizio, leggo la tua critica..ma quel terribile costumino che porta in so quale scena è cine-repellente per me. ;-)
Un saluto
Upi
Complimenti per il blog,
Davvero.
In particolare i link quando citi.
Non sto scherzando.
Esistono persone talmente pigre che non vanno neanche a cercarsi su Google quello che non sanno, non dico su una enciclopedia... ma proprio due click piu' in là. Ma è una prigrizia mentale, unita ad una certa suberbia di fondo, per cui si crede che a 25, 30 anni si sia finito di imparare.
Qualche volta funziona.
Tranne a prendere qualche porta in faccia dalla vita.
Baciuz (maschi, però, che qua ci vuol poco...)
Grazie a tutti per i complimenti. Come si dice.. "non me li merito" :P
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